Il brand positioning è la disciplina che decide dove vivi nella mente delle persone e perché dovrebbero sceglierti. Ecco una soluzione pratica: definisci un’identità chiara, scegli un territorio semantico difendibile e presidialo con contenuti che attraggono (quelli che nel mio libro Calamite Digitali definisco “Contenuti Pupe”) e contenuti che dimostrano vere competenze (i miei famosi “Contenuti Secchioni”). Orchestra tutto lungo il funnel con regolarità, analisi e test continui. Ecco il cuore del marketing gravitazionale: contenuti che calamitano l’attenzione e attirano clienti verso i tuoi canali, ogni giorno, in ogni momento dell’anno e in modo totalmente intenzionale.
Che cos’è il Brand Positioning oggi
Posizionarsi significa occupare un punto preciso nella mappa mentale del tuo pubblico, con un messaggio che orienta scelte e aspettative. In un contesto in cui lo scroll dura pochi istanti, il posizionamento nasce dall’incontro tra identità (valori aziendali, TOV, promesse) e esperienza di contenuto: ciò che pubblichi, come lo racconti, dove lo distribuisci. Oggi l’AI, alza l’asticella: moltiplica velocità e varianti e rende imprescindibile una regia strategica tra PED e test vari, per distinguere quello che è semplicemente “rumore” da quello che possiamo definire vero valore.
La regola gravitazionale: posizionarti per attrarre
Viviamo in un’epoca in cui va tutto ultra veloce. Anche le informazioni vivono per poche ore prima di venire inghiottite da un vortice di altre miliardi di notizie. Pensare in ottica gravitazionale vuol dire costruire un centro di attrazione costante e coerente con la tua identità. I tuoi canali non devono rincorrere i clienti ma diventare la calamita che li invita ad avvicinarsi, guidati da contenuti magnetici distribuiti con metodo. Questa è la promessa del digital marketing gravitazionale applicata al posizionamento: una strategia capace di attrarre gli utenti verso una destinazione digitale chiara, precisa, studiata. Trasformando curiosità in fiducia.
I 5 pilastri pratici del Brand Positioning
1) Identità e TOV prima di tutto
Ogni brand possiede un set unico di valori, una mission e un TOV (tone of voice). Copiare contenuti visti altrove disallinea il messaggio e indebolisce il posizionamento perché la coerenza identitaria crea riconoscibilità. Un suggerimento? Chiarisci sempre ciò che prometti, a chi lo prometti e come vuoi comunicare in ogni touchpoint.
Chiediti sempre: qual è la promessa che posso mantenere ogni giorno? E quali parole comunicano questa promessa in modo chiaro e preciso?
2) Il mix di contenuti che fissa la tua posizione: Pupe & Secchioni
Se hai già letto il mio libro saprai bene che i “Contenuti Pupe” sono contenuti visivi, rapidi, capaci di fermare lo scroll e generare picchi di attenzione mentre quelli che chiamo “Contenuti Secchioni” sono contenuti densi, argomentati, che costruiscono autorevolezza e che hanno la capacità di posizionarti nel tempo.
Ricorda: su canali diversi, pubblici diversi chiedono formati diversi.
Per questo è fondamentale scegliere e bilanciare formato, mission e obiettivi. Un esempio efficace prevede un presidio continuativo con contenuti Pupe per guadagnare l’attenzione e contenuti Secchioni per conquistare fiducia, spesso in un rapporto indicativo che privilegia l’attrazione immediata e mantiene una quota sostanziale per l’approfondimento (es. un 60/40).
Ricorda inoltre che i post del blog e le guide possono essere l’ultimo touchpoint prima del contatto vero e proprio o della conversione: servono all’utente e piacciono ai motori di ricerca. E poi… consolidano l’autorevolezza del brand!
3) Funnel e declinazione: dal colpo d’occhio alla prova di competenza
Un reel cattura lo sguardo, un articolo risponde alle domande, un tutorial mostra come risolvi problemi reali. Il percorso efficace accompagna l’utente dalla curiosità alla considerazione fino alla conversione, declinando lo stesso messaggio in formati diversi e sinergici. Se il “contenuto pupa” (reel/meme) crea il gancio grazie alla curiosità, il “contenuto secchione” (blog/case study) permette l’approfondimento, dando prova di conoscenze e competenze.
4) Strategia e piano editoriale
Siamo tutti d’accordo che senza una regia editoriale si disperde energia, vero? Organizza quindi idee e pubblicazioni in un piano editoriale che sia capace di accompagnarti per settimane, collegando ogni “pezzo del puzzle” ad un obiettivo reale e concreto. Il PED ti aiuta a scegliere formati, calendarizzare e soprattutto riutilizzare un “contenuto Secchione” centrale in più varianti “Pupa”, massimizzando copertura e coerenza.
Ecco un consiglio per una checklist iniziale:
- Individua il cliente ideale
- Scopri dove trovarlo e come intercettarlo
- Studia come aiutarlo davvero (attenzione: questo è il punto più importante)
- Fissa un punto di partenza e un punto di arrivo chiaro
5. Test continui, analisi dei dati e continuità
Il web richiede qualità e metodo. Il sito e i canali social lavorano bene quando raccolgono dati, generano benefici misurabili e alimentano decisioni di contenuto. Inserisci A/B test, misura engagement e conversioni, ottimizza headline, formati e call-to-action. Evita l’improvvisazione: la comunicazione professionale si costruisce con analisi, organizzazione e costanza.
Brand Positioning, come partire ed errori da evitare
Per partire con il piede giusto nel brand positioning, chiarisci subito il tuo territorio semantico e le query informazionali da presidiare (puoi utilizzare strumenti come Semrush o altri tool simili – ne trovi diversi qui). Sintetizza poi la proposta di valore in una riga che orienti scelte e aspettative.
Disegna successivamente il tuo funnel, prevedendo per ogni fase un “Contenuto Pupa” di aggancio e un “Contenuto Secchione” di prova. Costruisci un content hub centrale da cui derivare varianti short-form, pianifica un “always-on” con A/B test su titolo e CTA. Infine allinea ogni singolo asset al tuo TOV e all’obiettivo strategico.
La disciplina editoriale unita a delle scelte chiare, è esattamente ciò che mantiene il brand nitido e riconoscibile. Fai quindi attenzione alle trappole ricorrenti che disorientano l’utente e il posizionamento, come:
- inseguire format di tendenza ignorando identità e obiettivi;
- parlare a tutti e scivolare fuori target;
- pubblicare senza una regia PED e senza declinazione cross-canale;
- rinunciare al rigore dei dati e dei test.
Conclusioni sul Brand Positioning
Il posizionamento non nasce da un colpo fortunato. Cresce come un seme annaffiato ogni giorno: identità chiara, contenuti magnetici e una regia che orchestra attrazione e prova di competenza.
Il risultato è una scelta scontata per gli utenti e un posizionamento naturale nella mente delle persone, alimentata da un sistema editoriale che attira, educa e converte in modo prevedibile. È ciò che ti fa riconoscere tra migliaia di brand, anche solo per associazione di colori (proprio come è successo a me durante le ferie estive dell’estate 2025).
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Alla prossima!
Antonio
FAQ & RIASSUNTO BREVE
Che differenza c’è tra brand identity e brand positioning?
Identità è ciò che sei (valori, TOV, promessa). Posizionamento è dove finisci nella mente del pubblico e perché dovrebbe sceglierà te. La coerenza tra i due elementi evita disallineamenti e rafforza l’autorevolezza.
I contenuti “Pupe” e “Secchioni” servono davvero al posizionamento?
Sì. I primi intercettano attenzione, i secondi consolidano fiducia e competenza. Insieme coprono i principali touchpoint del journey e guidano l’utente lungo il funnel. Approfondisci l’argomento: acquista il mio libro Calamite Digitali (bestseller di categoria Amazon).
Come faccio a capire se mi sto posizionando nel modo corretto?
Definisci obiettivi misurabili e osserva i segnali come ricerche, tempo medio sui contenuti, tasso di risposta alle CTA, richieste qualificate. Introduci A/B test e mantieni un piano editoriale con declinazioni multi-formato per massimizzare l’impatto. Vuoi approfondire l’argomento? Acquista ora il mio libro Calamite Digitali.
Formatore sui temi del Marketing Digitale per TheVortex e per la prestigiosa 24Ore Business School, è nell’albo dei formatori Promos Italia, Agenzia Italiana per l’Internazionalizzazione. Autore del libro bestseller Amazon “Calamite Digitali”, Fondatore dello Studio Pubblicitario Quattrocolori. Consulente Marketing ed Esperto di Social Media. Marito di Mariagrazia. Papà di Alessandro. Creativo. Dinamico. Ottimista.